Allergia alimentare: la parola all’esperto

allergia alimentare

L’allergia alimentare è una patologia molto comune che in Europa colpisce oltre 17 milioni di persone*.

Negli ultimi anni la diffusione dell’allergia alimentare sembra essere in forte aumento sia tra gli adulti sia tra i bambini; ma quali sono le allergie alimentari più comuni? Come si manifestano e come vengono diagnosticate?
Ce ne parla la dottoressa Eleonora Savi, specializzata in Allergologia e Immunologia, e Pneumologia (Direttore Unità Operativa Dipartimentale di Allergologia Ospedale G. da Saliceto ausl Piacenza).

Quali sono le allergie alimentari più diffuse?

Le allergie alimentari più diffuse in età pediatrica, o meglio prima dei 2 anni, sono latte e uova. Dopo i 2 anni e in età adulta, gli alimenti più allergizzanti sono quelli vegetali come la nocciola, la noce, la pesca e il mais. La ragione principale è una componente allergica, chiamata LTP e presente in tutti i vegetali, che è la più frequente causa di allergia alimentare in Italia.
Tra gli alimenti di natura animale, invece, i più allergizzanti sono i crostacei seguiti da pesce, latte, carne e uova.

Quali sono i sintomi principali e a quali occorre porre maggiore attenzione?

I primi sintomi di allergia da alimenti sono solitamente prurito al cavo orale, prurito alle mani, orticaria, difficoltà respiratoria (soprattutto se il paziente è un asmatico), dolori addominali, vomito, sensazione di svenimento.

Quali sono i rischi che corre una persona allergica e cosa è necessario fare in caso di reazione allergica?

Il paziente allergico ad un allergene alimentare stabile deve evitare accuratamente l’ingestione anche di piccole quantità di quell’alimento. La reazione allergica, infatti, può essere gravissima e in alcuni casi anche fatale. In caso di emergenza, è necessario chiamare subito il 118 e soccorrere il paziente somministrandogli una dose di adrenalina intramuscolo nella parete laterale della coscia. Inoltre, è fondamentale tenere il soggetto coricato così da favorire il flusso ematico cerebrale.

Qual è la sua opinione su DRIA test, il test del capello e i test di autodiagnosi?

Il DRIA Test, il Cito test, il test di analisi del capello, così come il dosaggio delle IgG per alimenti sono test utilizzati da anni ma è importante sottolineare che non ci sono studi controllati che documentino la loro validità nel diagnosticare una sensibilizzazione allergica. Per contro, esistono ricerche, svolte anche dalla Società Scienti ca Europea di Allergologia Asma e Immunologia Clinica EAACI, che hanno dimostrato la non attendibilità di questi test.

Qual è la differenza tra intolleranza e allergia alimentare?

Mentre l’allergia coinvolge il sistema immunitario che, a fronte dell’ingestione dell’alimento allergizzante, produce gli anticorpi IgE, le intolleranze sono di natura eterogenea e non hanno un meccanismo univoco. Pertanto, non esiste un unico esame che le possa diagnosticare.

È possibile che un’intolleranza alimentare non curata si trasformi in allergia?

L’intolleranza e l’allergia hanno meccanismi diversi e sono indipendenti. Bisogna però ricordare che la malattia celiaca è considerata un fattore predisponente per lo sviluppo di allergia alimentare; anche perché i pazienti celiaci hanno una maggior permeabilità intestinale che può favorire la sensibilizzazione allergica.

Esistono dei test per diagnosticare le intolleranze alimentari?

L’intolleranza al glutine, Malattia Celiaca, può essere intercettata con un primo esame del sangue che identifica un autoanticorpo anti-Transglutaminasi presente in caso di malattia. L’intolleranza al lattosio o al fruttosio, invece, viene diagnosticata con un test da carico seguito da un Breath test.

Ha qualche consiglio da dare a chi sospetta di soffrire di allergia alimentare?

E’ necessario che tutti i pazienti che hanno sviluppato una reazione allergica in seguito all’ingestione di un alimento, sia che si tratti di una reazione lieve di solo prurito al cavo orale, sia che si tratti di una reazione grave che ha coinvolto più organi (cute ,apparato respiratorio e gastroenterico), eseguano un’indagine allergologica. Questo è necessario per individuare con certezza la causa della reazione e per sapere quali alimenti l’hanno scatenata così da poterli evitare in futuro.

 

*FonteAccademia Europea di Allergologia e Immunologia Clinica (EAACI) “Public Declaration” su Allergie Alimentari e l’Anafilassi

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