Allergia ai pollini: come si manifesta

allergia ai pollini

L’impollinazione è un semplice processo della natura grazie alla quale le piante possono riprodursi. Tuttavia, per molte persone il periodo dell’impollinazione può essere un vero “inferno”. Le allergie ai pollini sono infatti molto diffuse, al punto che quella respiratoria è la forma allergica che più colpisce gli europei.

Ma come funziona questo processo e come mai provoca così tanti fastidi? Nei periodi di fioritura delle piante, che avviene soprattutto in primavera ma anche estate e in autunno, si riversano nell’aria nubi di pollini che vengono trasportate dalle correnti e si espandono per diversi chilometri. Questi pollini si depositano ovunque, non solo sui fiori e sui terreni, ma anche sulle mucose del naso, dei bronchi e della congiuntiva (membrana che riveste internamente le palpebre). Le proteine allergiche contenute in alcuni pollini sono le responsabili delle reazioni avverse. Quando ciò avviene, chi è allergico ai pollini può presentare alcuni fastidiosi sintomi. Vediamo insieme quali sono.

I sintomi dell’allergia ai pollini


I principali sintomi delle allergie ai pollini sono di tipo respiratorio, ma i fastidi possono coinvolgere tante altre parti del corpo, soprattutto gli occhi.

Iniziando dai sintomi respiratori, troviamo:

  • Naso chiuso o naso che cola
  • Starnuti frequenti
  • Tosse
  • Difficoltà a respirare
  • Prurito al naso

Gli altri sintomi molto diffusi sono:

  • Lacrimazione, prurito e gonfiore degli occhi
  • Occhiaie bluastre
  • Prurito al palato e alla gola
  • Difficoltà a deglutire
  • Minor senso dell’olfatto e del gusto

Nei casi più gravi, si può arrivare ad avere una sensazione di oppressione al torace o sviluppare vere e proprie forme di rinite allergica e di asma allergico. Questo ultimo colpisce tra il 5 e il 10% della popolazione europea, secondo quanto riporta il Ministero della Salute.

In presenza di questi sintomi vi consigliamo di rivolgervi al vostro medico di base o al pediatra, che potranno prescrivervi dei primi test allergologici.

Quali piante provocano l’allergia ai pollini


Non tutti i pollini provocano reazioni allergiche e non tutti gli allergici sono sensibili agli stessi pollini. Le principali piante in Italia a provocare la pollinosi sono le Graminacee che comprendono la mazzolina, la codolina, la gramigna dei prati e molte altre erbe facilmente riconoscibili dalla presenza di spighette. L’allergia alle Graminacee è la forma di pollinosi più diffusa; secondo le stime, ben il 10/15% degli italiani soffre di questa forma allergica.

Un’altra erba che provoca reazioni allergiche è la Parietaria della famiglia delle Urticacee, diffusa soprattutto nell’Italia meridionale; questa erba ha un periodo di fioritura molto lungo che va da marzo a luglio e poi da settembre a ottobre.

Anche le Composite sono erbe piuttosto allergeniche e comprendono l’Assenzio e l’Ambrosia; quest’ultima è un’erba infestante che possiamo trovare nei prati asciutti, sui margini delle strade e dei fiumi, nei terreni abbondanti. La sua diffusione si concentra soprattutto nell’Italia settentrionale.

Oltre alle erbe, anche alcuni alberi diffondono pollini allergenici. Tra questi troviamo le Betulacee, le Cupressacee e le Oleacee. Alcuni degli arbusti “colpevoli” sono le betulle, i cipressi e gli olivi.

allergia ai pollini

Consigli utili contro le allergie ai pollini


Il Ministero della Salute ha stilato un breve elenco di consigli utili da mettere in pratica durante il periodo di impollinazione per ridurre il più possibile l’esposizione ai pollini e le relative reazioni allergiche:

  • Consultare il “calendario pollinico” (potete visualizzare le “previsioni del polline” anche nella homepage del nostro blog: http://www.allergipedia.it/);
  • Evitare, per quanto possibile, di uscire nelle ore in cui la concentrazione di polline è più alta, preferendo la prima mattina o la tarda serata;
  • Sarebbe meglio non passeggiare in prati appena tagliati e in campagna, soprattutto in presenza di vento;
  • Si consiglia di non viaggiare in auto o in treno con i finestrini aperti. Nelle ore centrali, si suggerisce di tenere chiuse anche le finestre di casa;
  • Nelle ore centrali della giornata, sarebbe meglio evitare di fare attività all’area aperta, nelle aree verdi o in strade trafficate. Il Ministero consiglia anche di indossare in caso una maschera antipolvere;
  • Viene consigliato di lavarsi spesso i capelli in quanto i pollini possono depositarsi sulla capigliatura e poi finire sul cuscino quando si dorme;
  • Si consiglia di fare attenzione ai rovesci temporaleschi durante i quali i pollini rilasciano maggiormente le proprie componenti allergeniche.

Infine ricordiamo che con i nuovi LEA il Medico può prescrivere i test RAST fino a 8 inalanti per iniziare la ricerca delle fonti allergeniche polliniche senza alcuna restrizione di erogabilità.

 

Fonte:
Focus sulle allergie da pollini del Ministero della Salute
http://www.salute.gov.it/portale/salute/p1_5.jsp?id=188&area=Vivi_sicuro

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