Celiachia: malattia rara o malattia cronica?

la celiachia è una malattia cronicaDiritto d'autore: federicofoto / 123RF Archivio Fotografico

La celiachia è un’infiammazione cronica dell’intestino provocata dall’ingestione di glutine. Se volessimo descrivere in poche parole cos’è la malattia celiaca, questa potrebbe essere la descrizione più chiara. Ma si tratta di una malattia rara o di una malattia cronica e perché è importante sapere come viene classificata? Con l’introduzione a marzo 2017 dei nuovi LEA, la classificazione della malattia è cambiata e la modifica ha portato con sé delle novità.

Vediamo cosa comporta questa  variazione per gli oltre 183mila celiaci ufficialmente diagnosticati in Italia e per coloro che sospettano di essere sensibili al glutine.

Si stima che in realtà i celiaci in Italia potrebbero essere oltre 600mila, il che significa che esiste una grossa percentuale di “sommerso” e quindi di persone che pur soffrendo di malattia celiaca non ne sono a conoscenza.  Bisogna inoltre sottolineare che spesso i sintomi della celiachia sono molto simili a quelli dell’allergia pertanto, per avere la certezza di essere celiaci, è necessario rivolgersi al proprio medico di base per un primo consulto e per iniziare l’iter diagnostico.

Grazie ai nuovi LEA, infatti, i primi esami possono essere prescritti dal medico di base o dal pediatra, senza rivolgersi obbligatoriamente a uno specialista.

Ricordiamo inoltre, che è altamente sconsigliato intraprendere una dieta priva di glutine prima di essersi sottoposti ai test poiché  i risultati potrebbero risultare alterati.

La celiachia è una malattia cronica: la novità dei Lea 2017


Fino a poco tempo fa la celiachia era classificata come malattia rara ma, con l’introduzione dei nuovi Lea 2017, è uscita dall’elenco delle malattie rare ed è entrata in quello delle malattie croniche. Come mai?

La risposta è semplice,  il numero di celiaci è cresciuto al punto da non rientrare più nei limiti fissati a livello europeo per le malattie rare.

In secondo luogo, adesso l’iter diagnostico è meno lungo e costoso, soprattutto rispetto alle altre malattie rare. I test della celiachia sono ormai sempre più snelli e precisi, perciò è molto più facile arrivare a una diagnosi.

I passaggi principali per la diagnosi della celiachia sono due. Il primo è rappresentato dalle analisi del sangue alla ricerca degli anticorpi che si attivano in caso di intolleranza al glutine e può essere prescritto dal medico di base.

Il secondo è la biopsia duodenale e può essere prescritto solo dal medico specialista. Questo test verifica l’atrofia dei villi intestinali poiché nei soggetti celiaci l’ingestione di glutine porta ad alterazioni della mucosa intestinale .

Cosa cambia per i celiaci?


Cosa cambia per i celiaci questo inserimento della malattia tra quelle croniche? Per fortuna, da questo cambio di classificazione, sembrerebbero derivare solo vantaggi. Innanzitutto, per ottenere il nuovo certificato di esenzione sarà sufficiente una certificazione di malattia redatta da un medico specialistica del Servizio Sanitario Nazionale.

Il punto più importante è che le esenzioni a cui hanno diritto i celiaci restano invariate e comprendono tutte le prestazioni ambulatorie specialistiche, contenute nei Lea, che servono a monitorare la malattia celiaca e a prevenire/evitare ulteriori aggravamenti. Inoltre, per i diagnosticati ufficiali, resta il bonus mensile per l’acquisto di alimenti senza glutine.

 

Fonti 

Approfondimento sulle esenzioni sanitarie 

http://www.salute.gov.it/portale/esenzioni/dettaglioFaqEsenzioni.jsp?lingua=italiano&id=204 

Relazione annuale al parlamento sulla celiachia 

http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2549_allegato.pdf 

Focus sui nuovi Lea 2017 

http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_notizie_2842_listaFile_itemName_0_file.pdf

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