Allergia alla soia: perché è  importante diagnosticarla

allergia alla soia

Arachidi, nocipesce, crostacei, verdura, frutta e soia: negli adulti sono queste le classi di alimenti che con più frequenza scatenano reazioni allergiche. Dunque, l’allergia alla soia è una forma piuttosto diffusa e merita una particolare attenzione. Secondo quanto riportato dal documento condiviso sulle allergie e sulle intolleranze alimentari della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, il 10/14% degli allergici al latte vaccino sviluppa un’allergia anche alla soia e ciò conferma quanto questa forma allergica sia da tenere sotto controllo. 

La soia si trova in diverse preparazioni industriali (dal latte per neonati fino alle salse) e il suo potenziale allergenico non si annulla con la cottura.

La soia costituisce inoltre un’ottima fonte di proteine alternativa alla carne e in generale all proteine di origine animale. Viene pertanto ampiamente utilizzata nelle diete di vegani e vegetariani.

Infine la diffusione della cucina orientale, con i suoi numerosi piatti contenenti soia e derivati, in Occidente ha reso le reazioni allergiche alla soia più frequenti rispetto al passato anche nel nostro Paese.

Per questo motivo, è molto importante diagnosticare questa allergia in modo corretto. 

Come si diagnostica l’allergia alla soia


La prima cosa da fare in caso di sintomi sospetti è consultare il vostro medico di base che, grazie ai nuovi Livelli Essenziali di Assistenza introdotti nel 2017, potrà prescrivervi dei primi test allergologici alimentari. Generalmente, in base alla diagnosi del medico di famiglia, possono essere prescritti degli esami del sangue per il dosaggio delle IgE totali o specifiche; tali analisi ricercano gli anticorpi che si attivano quando il nostro corpo viene a contatto con un allergene, in questo caso quando viene ingerito. Dopo aver effettuato i Rast Test, nome comunemente usato per chiamare questi esami sierologici, vi potete confrontare di nuovo con il vostro medico per l’eventuale prosieguo dell’iter diagnostico. 

Se ad avere problemi è vostro figlio, potete come prima cosa rivolgervi al pediatra. Anch’esso ha la possibilità di prescrivere alcuni test allergologici. 

I sintomi dell’allergia alla soia


I sintomi più comuni di questa forma allergica sono le seguenti:

  • eruzioni cutanee e orticaria,
  • disturbi intestinali,
  • prurito alla bocca,
  • nausea e vomito,
  • il naso chiuso o che cola,
  • asma e respiro sibilante. 

Raramente può presentarsi l’anafilassi che si manifesta con il rigonfiamento della gola, la riduzione della pressione sanguigna e della ventilazione e, infine, con il cosiddetto shock anafilattico. 

Cosa non mangiare se si è allergici alla soia 


Come avviene per le altre allergie alimentari, per evitare reazioni avverse, si consiglia solitamente l’esclusione dalla propria dieta degli alimenti contenenti gli allergeni. Nel caso dell’allergia alla soia, tra questi troviamo, per prima cosa, gli alimenti a base di soia o derivati da essi quali:   

  • Tofu; 
  • Edamame; 
  • Miso; 
  • Albumina di soia; 
  • Fibra di soia; 
  • Formaggio di soia; 
  • Gelato di soia; 
  • Latte di soia; 
  • Yogurt di soia; 
  • Germogli di soia; 
  • Farina di soia; 
  • Salsa di soia; 
  • Tamari; 
  • Tempeh; 
  • Natto; 
  • Shoyu; 
  • Granuli o cagliata di soia; 
  • Proteine di soia concentrate o idrolizzate; 
  • TVP, proteine vegetali strutturate. 

Sebbene non tutti questi alimenti siano tipici dello stile alimentare italiano, è indubbio che molti di questi siano ormai entrati della dieta di moltissime persone anche nel bel paese. Tuttavia, pur escludendo questi cibi, è possibile incorrere nella soia anche in altri alimenti, come gli snack industriali e altre preparazioni elaborate. Per questo motivo, se si è allergici alla soia, è importante leggere con attenzione le etichette dei cibi acquistati. 

Esiste infine la possibilità, seppur minima, di contaminazione crociata che si verifica quando un alimento privo di soia entra in contatto con un alimento che invece la contiene. In questo caso l’alimento, seppur privo di soia all’origine, potrebbe comunque scatenare reazioni allergiche nei soggetti predisposti.

Data l’assenza di componente proteica, dovrebbe essere invece piuttosto sicuro l’olio di soia (questo difficilmente scatena reazioni allergiche).

Detto ciò vi consigliamo comunque di rivolgervi a un medico per ottenere informazioni precise sugli alimenti che si possono o non possono mangiare.  

Articolo aggiornato il 23 aprile 2020.

Fonti  

http://www.my-personaltrainer.it/alimentazione/allergia-alla-soia.html  

http://www.allergologo.net/2014/06/17/allergia-alla-soia-ecco-come-riconoscerla-e-quali-alimenti-evitare/  

“Allergie e Intolleranze Alimentari: un documento condiviso” – Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri  

https://portale.fnomceo.it/wp-content/uploads/import/201801/137551_ultimo1-ottobredocumento-finale-condiviso-ultimo-01-10-15.pdf

https://www.thermofisher.com/diagnostic-education/patient/it/it/allergy-types/food-allergies/soy-allergy.html

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