Cosa fiorisce a febbraio: le allergie invernali al polline

allergie invernali al polline

La stagione più dura per gli allergici è considerata la primavera. È vero, il periodo in cui fiori e piante fioriscono maggiormente inizia a marzo e continua fino all’estate. Eppure, alcune persone non sfuggono alle allergie invernali al polline. Come mai? Alcune piante, che vedremo tra poco, fioriscono precocemente e perciò, già a febbraio, iniziano a diffondere nell’aria i propri pollini.

Dunque, cosa fiorisce a febbraio? Quando inizia il periodo di impollinazione? A quali piante occorre prestare attenzione se si è allergici a determinati pollini?

I pollini di febbraio


Tra le piante che vivono il proprio periodo di impollinazione tra febbraio e marzo troviamo il cipresso e le Cupressacee; l’allergia al cipresso è una forma di pollinosi piuttosto diffusa e può causare riniti e congiuntiviti. La betulla e le Betullacee, invece, sono interessate dalla fioritura da febbraio a fine maggio, con un picco di pollini a marzo; anche questa forma allergica si caratterizza per sintomi quali la rinite e la congiuntivite.

Altre piante che iniziano a fiorire prima della primavera sono l’ontano, il nocciolo, il frassino, il pioppo e il salice. Si tratta di arbusti molto diffusi in Italia e presenti non solo in boschi o campagne, ma soprattutto nei centri abitati e nelle città. Cipressi e betulle, per esempio, fanno parte dell’arredo urbano di numerose località della penisola.

Prove allergiche per l’allergia ai pollini


Alla luce della larga diffusione di piante con pollini potenzialmente allergenici, in presenza di sintomi strani, come forti e persistenti raffreddori, congiuntiviti e starnuti frequenti, potete consultare il vostro medico di base che, grazie ai LEA 2017, potrà prescrivervi delle prime prove allergiche, se lo riterrà necessario.

Tra i test per le allergie ai pollini, il medico di base può prescrivere le analisi del sangue attraverso il cosiddetto Rast Test. Si tratta di un esame sierologico che ricerca gli anticorpi che si attivano in presenza di allergeni. Se l’esito è negativo, quasi certamente non si è allergici ai pollini. In caso di positività del Rast Test, generalmente il medico potrebbe indirizzarvi verso uno specialista che potrà consigliarvi ulteriori analisi, necessarie per individuare esattamente quali specifici pollini vi provocano reazioni allergiche.

Se presentiamo fastidi strani, soprattutto in determinati periodi, non dobbiamo temere di parlarne con il nostro medico di base. Un’allergia non diagnosticata può essere fastidiosa perché non ci permette di mettere in atto tutti quegli accorgimenti che sono necessari per limitarne i sintomi. Approfittiamo, quindi, dei consulti medici e delle prove allergiche di base che possiamo fare prima di affidarci a uno specialista (se è questo che ci frena).

 

Fonti

http://www.my-personaltrainer.it/salute-benessere/allergia-pollini-calendario-fioriture.html

http://www.medicinalive.com/costume/curiosita/allergia-pollini-calendario-diffusione-fioritura-mese-per-mese/

https://dilei.it/benessere/allergie-calendario-pollini/9019/

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