Diagnosi delle allergie: prime analisi ed esami specifici

diagnosi delle allergie

Sospettate di essere allergici a qualcosa? Innanzitutto, parlatene con il vostro medico di base e poi sottoponetevi solo a test allergologici ufficiali. La diagnosi delle allergie si compone di diversi step e solo medici specialisti qualificati possono diagnosticare correttamente la presenza di un’allergia o di una sensibilizzazione allergica. Vediamo ora insieme quali sono le procedure da seguire e quali prove allergiche sono affidabili.

Cosa fare in caso di sospetta allergia


In caso di sintomi sospetti, come potrebbero essere dei disturbi intestinali che si presentano quando si ingerisce un particolare alimento, il primo passo da fare è un consulto con il vostro medico di medicina generale, o con il pediatra in caso siano i vostri bambini a presentare disturbi.

In base agli esiti della visita, il medico di base potrà prescrivervi dei primi test allergologici da fare, grazie ai nuovi LEA introdotti nel 2017 che autorizzano ufficialmente i medici di famiglia a prescrivere le analisi del sangue volte a individuare gli anticorpi che si attivano in caso di allergia. Questi test allergologici consistono nel dosaggio delle IgE Specifiche sieriche, attraverso la prescrizione di una ricetta da parte del medico di base per l’esecuzione di un pannello di #8 allergeni alimentari e/o un pannello di #8 allergeni inalanti.

Nei due pannelli proposti dai nuovi LEA sono presenti gli allergeni più comuni sul territorio italiano:

  • pannello di #8 allergeni alimentari: Albume, Latte, Pesce, Glutine, Gambero, Pesca, Nocciola, Arachide/Soia.
  • pannello di #8 allergeni inalanti: Dermatophagoides farinae, Alternaria, Gatto, Dactylis glomerata/Lolium perenne, Betulla, Parietaria judaica, Ambrosia trifida, Cipresso mediterraneo/Olivo.

Prove allergiche positive: come continua la diagnosi


E se i test allergologici per le IgE specifiche risultano positivi?

In questo caso, il medico di base potrà darvi i primi suggerimenti su come gestire delle sensibilizzazioni allergiche di lieve entità; vi suggerirà inoltre di rivolgervi ad uno Specialista Allergologo, che avrà la possibilità di eseguire ulteriori indagini diagnostiche in vitro, le componenti allergeniche molecolari, per confermare o meno l’attuale sensibilizzazione di allergia.

Si tratta di test che sono in grado di quantificare gli anticorpi delle IgE specifiche al livello delle singole molecole allergeniche, presenti nell’allergene intero, che causano i sintomi. Potranno essere individuate, ad esempio, molecole che perdono il proprio effetto allergenico durante la fase di cottura o di digestione o, al contrario, resistenti a questi processi. Queste informazioni saranno fondamentali per supportare lo Specialista Allergologo che, insieme ai vostri sintomi clinici, confermerà o meno il vostro sospetto di allergia.

L’importante è non affidarsi a test fasulli che, oltre a essere costosi, non hanno validità scientifica. Esami come il Vega test, il test del capello, il test della forza, la biorisonanza, il test sulle cellule del sangue e il Pulse test non sono affidabili e non sono riproducibili. La maggior parte di questi esami danno sempre risultati positivi e convincono le persone di essere allergiche o intolleranti ad alimenti in realtà innocui. Ma soprattutto, questi test potrebbero impedire la corretta diagnosi di malattie più gravi, come il morbo di Chron.

Allergologia molecolare: un esempio in cui si è rivelata fondamentale


Abbiamo prima citato i test allergici molecolari, una tipologia di esame approfondita e precisa che in alcuni casi si rivela fondamentale per l’individuazione delle cause di una reazione allergica. Così è stato per un uomo di 37 anni che in un bar ha avuto una reazione anafilattica bevendo una birra e mangiando uno snack. In pochi minuti ha iniziato a presentare dolori addominali, crampi, nausea, vomito, orticaria e gonfiore della cavità orale. L’uomo è stato trasportato al pronto soccorso e curato. I primi esami hanno confermato che si trattava proprio di una reazione anafilattica da alimenti.

Ma cosa ha scatenato una tale reazione? Si sapeva che l’uomo aveva già avuto una piccola reazione avversa pochi anni prima bevendo un succo di pesca, ma questa volta non era stato ingerito nessun derivato del frutto. Come prima cosa, quindi, sono stati testati tutti gli ingredienti dello snack e della birra (grano, olio, orzo) e sono state escluse contaminazioni con uova e lattice, elementi potenzialmente allergenici.

I primi test allergologici condotti sul paziente confermano la reazione alla proteina LTP della pesca, ma non poteva essere lei la colpevole in questo caso. Anche il test ImmunoCAP per la ricerca delle IgE specifiche conferma la sensibilizzazione alla proteina LTP Pru p3 della pesca, ma questa informazione non sembrava essere utile per individuare la causa della reazione anafilattica di quel giorno. A questo punto della diagnosi, i medici erano in dubbio tra l’LTP del grano e l’LTP dell’orzo. Quale proteina, dunque, era da incriminare?

In aiuto dei medici arriva una nuova tipologia di esame sulle IgE specifiche, l’ImmunoCAP ISAC Test che permette di valutare 112 molecole allergeniche con un solo test. Grazie a questo esame non solo è stato possibile escludere degli allergeni, ma è stata individuata la molecola che avrebbe scatenato la reazione anafilattica nel trentasettenne: si tratta della Ses i 1 dei semi di sesamo. Rianalizzando gli ingredienti dello snack consumato al bar, è stata confermata la presenza di sesamo.

L’utilizzo dell’allergologia molecolare è stato in questo caso provvidenziale in quanto l’albumina Ses i 1 è piuttosto diffusa nei semi, nelle noci e nelle nocciole, ed è inoltre resistente al calore e alla digestione. Grazie a questi metodi diagnostici è stato possibile diagnosticare un’allergia al sesamo fino a quel momento mai individuata.

 

Fonti

http://www.repubblica.it/salute/alimentazione/2016/11/14/news/quelli_che_l_ampolla_i_capelli_e_il_prick_i_test_per_scoprire_allergie_e_intolleranze-151976298/

http://www.repubblica.it/salute/alimentazione/2016/11/14/news/alimentazione_sempre_piu_italiani_si_credono_allergici_ma_non_e_sempre_cosi_-151973350/

http://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=31385

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