Allergia alla pesca: come e perché si manifesta

allergia alla pesca

La frutta fa bene, è ricca di vitamine e non dovrebbe mai mancare in un’alimentazione completa, ma ad alcuni frutti occorre fare attenzione più che ad altri, perché potrebbero scatenare reazioni allergiche. È questo il caso dell’allergia alla pesca, infatti questo è uno dei frutti potenzialmente più allergenici, per quanto buono e salutare sia per la maggior parte delle persone.

Se avete strani sintomi quando ingerite le pesche o un loro derivato (come i succhi di frutta per esempio), consultatevi con il vostro medico di base, o con il pediatra, che potrà avviare l’iter diagnostico prescrivendovi dei primi test allergologici, secondo le modalità autorizzate dai nuovi Livelli Essenziali di Assistenza introdotti nel 2017.

I sintomi dell’allergia alla pesca


Le reazioni allergiche alla pesca sono piuttosto varie. Tra i sintomi più diffusi si presentano prurito o orticaria da contatto, ma anche e soprattutto, si manifestano disturbi quando il frutto viene ingerito. In questo caso si possono verificare eruzioni cutanee, come orticaria e angioedema; sintomi gastro-intestinali, come vomito, crampi e diarrea; reazioni anafilattiche di vario grado fino ad arrivare, nel peggiore dei casi, allo shock anafilattico.

Quando ci troviamo ad avere a che fare con un range di sintomi così vario, una corretta diagnosi, fatta attraverso test affidabili e ufficiali, è la via giusta per gestire l’allergia e conviverci senza compromettere la propria qualità di vita.

Test molecolari per l’allergia alla pesca


Dato che le reazioni possono essere anche piuttosto severe, diagnosticare l’allergia alla pesca è molto importante per ridurre al minimo il rischio. Per la diagnosi, oltre alle prime analisi sierologiche per la ricerca di IgE specifiche (cioè gli anticorpi che reagiscono in presenza di un allergene), prescrivibili dal medico di medicina generale, per individuare con esattezza quali elementi della pesca scatenano reazioni, e in che misura, ci si può sottoporre a test allergologici molecolari.

Grazie all’allergologia molecolare si sono fatti grandi passi in avanti nelle diagnosi delle allergie alimentari. Questi test riescono a individuare le singole molecole allergeniche, le quali scatenano reazioni diverse. Per esempio, la sensibilizzazione all’allergene Pru p 3 provoca potenzialmente reazioni più gravi rispetto alle molecole Pru p 1 e Pru p 4.

Data la varietà di sintomi, diversi non solo per tipologia ma anche per livello di gravità, individuare con esattezza a quali molecole proteiniche della pesca è allergica una persona è molto utile per capire quali sono i fattori di rischio per il soggetto.

Non dobbiamo dimenticare, infine, che gli allergeni della famiglia delle Rosaceae non si trovano solo nelle pesche, ma anche nelle albicocche, nelle ciliegie, nelle prugne e nelle mandorle. Non raro, quindi, che un soggetto allergico alla pesca manifesti reazioni avverse anche ingerendo questi frutti.

Convivere con le allergie alimentari è possibile e ogni nuova tecnica medica rappresenta un’opportunità per vivere bene nonostante la sensibilizzazione verso taluni alimenti.

 

Fonti

http://www.allergologo.net/2013/04/29/allergia-alla-pesca/

http://www.repubblica.it/salute/prevenzione/2017/10/18/news/allergie_pesche_frutta-178609135/

http://www.allergiaesalute.it/1307-focus-suallergia-alla-pesca/

http://www.studiomedicobordignon.it/index.php?option=com_content&view=article&id=327:frutti-pesca-allergia-alla-pesca&catid=123:eziologia&Itemid=55

Disclaimer

158 Condivisioni

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi