Allergie primaverili: si apre la stagione dei pollini

allergie primaverili

È arrivata la primavera e siamo tutti più felici, giusto? Non esattamente: gli allergici ai pollini in questo periodo vivono il picco dei fastidi, in quanto sono molte le piante che praticano la pollinazione in questi mesi. Con l’innalzamento graduale delle temperature e la fine dell’inverno, è arrivato dunque il turno delle allergie primaverili che rendono questo periodo dell’anno un momento un po’ meno piacevole per chi ne soffre.

Anche in primavera, in presenza di strani sintomi e in caso di sospetta allergia, raccomandiamo sempre di consultare il proprio medico di base, o il pediatra, che ha facoltà di prescrivere delle prime prove allergiche, grazie all’introduzione dei nuovi LEA nel 2017.

I pollini di primavera: a quali piante prestare attenzione


Grazie al calendario pollinico è possibile redigere un “calendario delle allergie primaverili ”. Infatti, i sintomi allergici sorgono o si acuiscono proprio in concomitanza con il periodo di pollinazione delle piante, che può durare anche diversi mesi e non è uguale in tutta Italia. Infatti, nelle regioni meridionali italiane, in cui le temperature tendono ad alzarsi un po’ prima e ad abbassarsi un po’ dopo, alcune specie diffondono pollini nell’aria in anticipo e concludono la pollinazione più tardi.

Tornando al nostro calendario pollinico generico, da aprile a giugno si manifesta con più forza l’allergia alle graminacee. Da marzo a ottobre occorre fare attenzione alle parietarie; da gennaio a maggio, sono le betullacee a sperimentare la pollinazione; le betulle sono piante note per provocare allergie invernali al polline e non solo primaverili. Da maggio a giugno, invece, troviamo i pollini delle oleacee.

Tipicamente invernale è l’allergia al cipresso e alle cupressacee, ma queste piante possono continuare a diffondere pollini fino ad aprile, quindi occorre fare attenzione anche in primavera, almeno nelle prime settimane della stagione.

A parte i casi di polisensibilizzazione, un soggetto può essere allergico solo ad alcune specie di piante e non ad altre, quindi il periodo critico si potrebbe concentrare solo negli specifici mesi in cui la pianta allergenica è in fase di fioritura e pollinazione. In ogni caso, è importante limitare il più possibile i fastidi provocati dall’allergia.

I sintomi dell’allergia ai pollini


L’allergia ai pollini primaverili si manifesta principalmente con sintomi di carattere respiratorio, ma sono molto frequenti anche i fastidi agli occhi. Vediamo qui i sintomi principali:

  • Difficoltà a respirare e asma
  • Rinorrea acquosa (naso che cola)
  • Congestione nasale (naso chiuso)
  • Congiuntivite
  • Lacrimazione
  • Rinite
  • Starnuti
  • Tosse secca e stizzosa
  • Prurito al naso, agli occhi e al palato
  • Riduzione del gusto dell’olfatto
  • Insonnia, stanchezza e irrequietezza

Semplificando molto, chi è allergico ai pollini, in primavera, convive con quello che all’apparenza potrebbe sembrare un banale raffreddore, ma persistente e non curabile con i tradizionali medicinali per i sintomi da raffreddamento. In base alle indicazioni del medico, chi soffre di allergia ai pollini dovrebbe “curarsi” con metodi diversi da quelli del trattamento dei raffreddori e dovrebbe adottare alcune precauzioni per ridurre  l’esposizione al polline. Adattando un po’ il proprio stile di vita, è possibile convivere con questa allergia e godersi, come tutti, la bellezza della primavera.

 

Fonti

http://www.sanraffaele.it/comunicazione/SRpedia/11589/starnuti-di-primavera-rimedi-e-prevenzione

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