Allergia al grano e ai cereali: i test molecolari aiutano a diagnosticarla

allergia al grano

Le innovazioni in campo alimentare hanno ampliato i cibi a nostra disposizione. Tra le tante novità, le industrie hanno creato nuove tipologie di grano e di cereali, aumentando non solo le varietà di frumento disponibili, ma anche la quantità di molecole potenzialmente allergeniche. Tutto questo si traduce in una sempre più ampia diffusione dell’allergia al grano e ai cereali, la quale è già la terza allergia alimentare più diffusa dopo quella al latte e alle uova (secondo uno studio pubblicato sulla rivista Lancet nel 2013).

Ma il problema non è solo la maggiore incidenza della forma allergica, bensì la difficoltà nell’individuare tutte queste nuove varietà di molecole allergeniche. Per fortuna, grazie all’allergologia molecolare, si sono fatti dei passi in avanti e si stanno ottenendo dei buoni risultati diagnostici. Vediamo meglio di cosa si tratta.

Quanti tipi di allergie può provocare il grano


Prima di approfondire come l’allergologia molecolare sia d’aiuto nella diagnosi dell’allergia al grano, vediamo quali forme allergiche possono essere scatenate da questo cereale. Sono quattro i tipi di allergia IgE mediata provocati dal grano:

  • Allergie alimentari;
  • Allergie da sforzo fisico post prandiale;
  • Allergie respiratorie professionali;
  • Allergie da contatto.

Queste allergie consistono in un’anomala risposta del sistema immunitario a contatto con l’allergene. Come vediamo, non è sempre l’ingestione del grano ad attivare gli anticorpi del soggetto allergico, bensì anche la sua inalazione (tipica di chi lavora con le farine) o il contatto con la pelle.

A livello di incidenza, nei bambini risulterebbe prevalente l’allergia alimentare, mentre negli adolescenti quella da sforzo. Questa è una particolare forma allergica che provoca reazioni all’ingestione di frumento solo se conseguente a uno sforzo fisico o a un’attività sportiva.

Oltre a queste vere e proprie forme allergiche, anche alcune malattie autoimmuni sono scatenate dal frumento, come il morbo celiaco.

I sintomi dell’allergia alimentare al grano


Abbiamo visto che ci sono diverse forme di allergia al frumento e ognuna ha sintomi diversi. Data la sua maggiore diffusione, vediamo ora quali sono i sintomi dell’allergia alimentare al grano:

  • Orticaria
  • Angioedema (cioè gonfiore anomalo della bocca e del viso)
  • Dolori addominali
  • Disturbi intestinali (nausea, vomito, diarrea, flatulenza)
  • Congestione nasale
  • Anafilassi

I disturbi possono essere facilmente confusi con quelli provocati dalla celiachia, dalla sindrome del colon irritabile e dalla sensibilità al glutine non celiaca. Per questo motivo è estremamente importante condurre una diagnosi accurata che sia in grado di far luce tra tutte queste possibili cause. Dal frumento e dai cereali, che comunque non dovrebbero in linea di massima mancare dalla propria dieta, possono nascere fastidi di natura diversa. Diagnosticare la causa dei propri sintomi è il primo passo per ridurre e/o eliminare i disturbi.

Test allergologici molecolari


Abbiamo detto che ci sono diverse molecole allergeniche presenti nel grano e nei cereali, perciò quando si manifesta una reazione allergica non è facile individuare quali siano i fattori scatenanti, tenendo comunque bene a mente il fatto che possono esserci dei co-fattori che concorrono a far scatenare la reazione. I test allergologici molecolari sono qui di fondamentale aiuto perché sono in grado di quantificare gli anticorpi specifici a livello di molecole di allergene pure. In altre parole, gli esami del sangue condotti con la tecnologia ImmunoCap consentono di individuare e dosare quantitativamente le IgE monomolecolari, cioè gli anticorpi che si attivano contro le molecole allergeniche più presenti nei cereali.

Il consiglio come sempre è quello di rivolgersi al medico di base che, in caso di sospetto di allergia al grano, prescriverà i primi test allergologici delle IgE Specifiche – allergeni interi, attraverso il pannello da 8 allergeni alimentari. In caso di risultati positivi, per confermare la sensibilizzazione ci si dovrà rivolgere a uno specialista allergologo che grazie ai test di secondo livello delle componenti allergologiche molecolari potrà confermare l’allergia.

Ma quali sono i risvolti concreti di questa tipologia di test? Grazie ai risultati ottenibili con le analisi sierologiche molecolari è possibile:

  • identificare i pazienti a rischio allergia;
  • stratificare il rischio;
  • migliorare le raccomandazioni comportamentali;
  • ideare un trattamento terapeutico più preciso.

In poche parole, i continui passi in avanti fatti nella diagnostica delle allergie consentono ai soggetti allergici di migliorare notevolmente la propria qualità di vita, potendo fare affidamento su indicazioni e trattamenti più precisi. Più la ricerca scientifica va avanti, più si semplifica la convivenza con le allergie.

Fonti

http://www.eaaci.org/documents/Molecular_Allergology-web.pdf

http://www.drschaer-institute.com/it/allergia-al-grano/sintomi-1045.html

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