Allergia al veleno delle api: attenzione agli imenotteri

allergia al veleno delle api

Il sole, il mare, i monti e le colline, i prati, le scampagnate all’aria aperta. La primavera e l’estate sono davvero delle belle stagioni, ma chi soffre di allergia al veleno delle api deve in questi mesi fare molta più attenzione del solito.

Nei mesi più caldi il rischio di essere punti dagli insetti aumenta e per i soggetti allergici le reazioni possono andare ben al di là del prurito cutaneo. Quando le punture degli imenotteri, come le api, vi provocano sintomi sospetti, consultate il vostro medico di base, il quale potrà prescrivervi delle prime prove allergiche. Diagnosticare l’allergia alle punture di insetto può non solo ridurvi i fastidi, ma in alcuni casi, anche salvarvi la vita.

Come riconoscere una reazione allergica da puntura di ape


Api, vespe e calabroni sono gli imenotteri che più facilmente scatenano reazioni allergiche in Italia. Con il loro pungiglione possono provocare piccoli gonfiori e pruriti nel migliore dei casi, ma nei soggetti allergici le reazioni possono essere ben più severe.

I sintomi principali dell’allergia al veleno delle api sono l’orticaria, cioè la classica eruzione cutanea con prurito; gonfiore sottocutaneo, localizzato sul volto e sulle labbra; rigonfiamento della laringe all’altezza delle corde vocali, che può bloccare il passaggio dell’aria; difficoltà respiratorie; asma; shock anafilattico, nella peggiore delle ipotesi. L’edema della glottide (rigonfiamento nella laringe) e lo shock anafilattico possono portare purtroppo anche a conseguenze fatali, per questo è estremamente importante diagnosticare le allergie alle api e agli altri insetti.

Abbiamo visto che tra i sintomi c’è il gonfiore cutaneo. Generalmente, una normale puntura di insetto in un soggetto non allergico provoca gonfiore nell’area punta. Tuttavia, se il gonfiore è prolungato ed esteso, arrivando per esempio al viso e alle labbra come prima indicato, potrebbe trattarsi di una vera e propria reazione allergica. In caso di questo secondo tipo di edema, e in assenza di un’allergia già diagnosticata, si raccomanda il consulto con il medico per accertarsi quale sia la causa della reazione anomala.

Cosa fare in caso di puntura di insetto


Ma cosa fare se siete stati punti da un’ape o un insetto simile? Innanzitutto, rimuovete (o fatevi rimuovere) il pungiglione, se visibile, entro 20 secondi; passato questo lasso di tempo il veleno si è già liberato. Poi, applicate sulla zona punta del ghiaccio o degli impacchi freddi. Se possibile, prima di rivolgervi a un medico o recarvi al pronto soccorso, identificate l’insetto che vi ha punto, così potrete comunicare ai dottori se sia stata un’ape, una vespa, un calabrone o un altro imenottero. Se la reazione alla puntura è stata piuttosto severa o se il pronto soccorso l’ha classificata come reazione allergica, considerate di sottoporvi a dei test allergologici (le prime analisi del sangue possono essere prescritte anche dal vostro medico di base) e di consultare, eventualmente, un allergologo.

Se invece avete un’allergia al veleno degli imenotteri già diagnosticata, attenetevi alle raccomandazioni del vostro medico e assumete eventuali farmaci prescritti. Con in mano una diagnosi e le prescrizioni mediche, affrontare le allergie diventa più semplice.

 

Fonti

http://www.lastampa.it/2016/08/17/societa/puntura-di-ape-riconoscere-una-reazione-allergica-VEckfyOBERcyfqUivAxS3L/pagina.html

http://www.ospedalebambinogesu.it/allergia-al-veleno-di-insetti#.Wt85EtNuYfE

http://allergopharma.it/approfondimenti/schede-pratiche/allergie-al-veleno-di-api-vespe-e-calabroni/

http://www.ospedalebambinogesu.it/punture-di-insetto#.Wt9Ii9NuYfF

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