Allergia al tiglio: una pollinosi non comune

allergia al tiglio

In natura esiste una vasta varietà di piante con i loro colori, profumi, fiori e pollini. Di conseguenza, esiste anche una varietà di pollini potenzialmente allergenici. Molte di queste forme allergiche sono note, come quelle alle graminacee e alla parietaria, mentre altre non sono così conosciute ed è questo il caso dell’allergia al tiglio.

Il periodo di pollinazione del tiglio si colloca tra maggio e inizio agosto e l’impollinazione è mediata dagli insetti (impollinazione entomofila), perciò non avviene solo attraverso la diffusione dei pollini nell’aria (il vento però diffonde i semi di questa pianta). Detto questo, andiamo a conoscere meglio l’allergia ai pollini del tiglio, meno diffusa ma pur sempre presente nella popolazione.

Sintomi dell’allergia al tiglio


La rinite e la congiuntivite allergica sono i sintomi principali dell’allergia al tiglio. Esse comportano lacrimazione eccessiva e arrossamento degli occhi; starnuti frequenti; prurito agli occhi, al palato, alla faringe e al naso; congestione nasale; difficoltà a respirare; tosse notturna e aggravamento dell’asma.

I sintomi sono quelli tipici delle allergie ai pollini, che provocano fastidi soprattutto al naso, alla gola e agli occhi. Per questo motivo, non sempre la prima pianta che viene in mente quando si pensa alle pollinosi è il tiglio, meno conosciuto di altri per il proprio potenziale allergenico. La maggior parte delle persone associa il tiglio alle tisane, giustamente, non alle reazioni allergiche che possono provocare i suoi pollini.

Prove allergiche per le pollinosi


Dunque, come capire se i disturbi sono provocati dal tiglio e non da altre piante? L’unica soluzione è sottoporsi ai test allergici per le pollinosi. In ospedale si può effettuare il Rast Test, un’analisi sierologica volta a individuare le IgE generiche o specifiche, cioè gli anticorpi, che si attivano a contatto con gli allergeni.

Nel caso del tiglio, le analisi delle IgE specifiche sono particolarmente utili per capire i pollini di quali piante provocano reazioni, dato che l’allergia al tiglio potrebbe essere “oscurata” da quelle all’olivo e alle graminacee, ben più note e diffuse. Data la maggiore diffusione delle altre piante, non viene subito considerato il tiglio come primo potenziale allergene, ma con i Rast Test è possibile mettere alla prova anche questi pollini e verificare se provocano reazioni allergiche nei soggetti analizzati. Come ben sappiamo, chi soffre di pollinosi può essere sensibile a più di una pianta, perciò essere allergico al tiglio non esclude l’essere allergico anche ad altre piante, soprattutto se hanno dei pollini simili.

Le prime prove allergiche (analisi del sangue) ve le può prescrivere il vostro medico di base, grazie ai nuovi Livelli Essenziali di Assistenza introdotti nel 2017. In base ai sintomi, il medico di medicina generale può prescrivere dei primi test che aiutano già ad escludere e/ a confermare alcuni allergeni. Solo successivamente, a seconda dei risultati e del parere del vostro dottore, potrete consultare un allergologo a pagamento: prima potete contare sulle prescrizioni gratuite del medico di famiglia e pagare solo l’esecuzione delle analisi del sangue, così l’avvio dell’iter diagnostico non è solo più snello ma anche più economico.

 

Fonti

https://www.creafarma.ch/piante/tiglio.htm

https://www.pollen.com/research/genus/tilia

https://www.allergipedia.it/2017/06/16/allergie-ai-pollini-test-rimedi/

https://onlinelibrary.wiley.com/doi/pdf/10.1034/j.1398-9995.2001.056005457.x

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