Cereali senza glutine: una soluzione per i celiaci

cereali senza glutine

Per quanto l’offerta alimentare e gastronomica sia in continua crescita, non è sempre facile per i celiaci trovare alimenti da poter consumare. Ciò è ancora più vero in un paese come l’Italia in cui regnano pasta e farinacei. Per fortuna, sono sempre più diffusi i cereali senza glutine, utilizzati interi o in diverse forme, come farina e pasta.

Oltre al riso, già abbondantemente consumato da chi soffre di celiachia, vediamo insieme quali altri cereali gluten free possono far parte dell’alimentazione di una persona celiaca, ma anche di chi presenta sensibilità al glutine.

Quali cereali possono mangiare i celiaci


Eccoci pronti per andare alla scoperta dei cereali senza glutine e delle forme con cui sono commercializzati.

  • Riso: esso può essere semplicemente consumato in chicchi oppure sotto forma di farina sia per preparare pasta, pane e dolci, sia come elemento addensante;
  • Mais: anch’esso può essere consumato in chicchi (pannocchie o in aggiunta all’insalata) o come farina, impiegabile per fare la pasta. Il consumo più tradizionale della farina di mais, detta anche farina gialla, è la polenta, un alimento comune e assolutamente gluten free;
  • Teff: meno conosciuta, ma in crescita tra gli alimenti gluten free, è la farina di Teff, impiegabile per diversi usi. Il Teff è un cereale originario dell’Etiopia e dell’Eritrea e si può consumare, oltre che sotto forma di farina, in fiocchi e in granelli.
  • Sorgo: consumabile sotto forma di farina o in chicchi bolliti, il sorgo è ricco di sostanze nutritive e può essere tranquillamente usato insieme agli altri cereali indicati;
  • Grano Saraceno: per quanto a livello commerciale sia inserito tra i cereali, il grano saraceno è un seme privo di glutine. Questo pseudo-cereale è largamente diffuso nella cucina italiana, in particolare lombarda, piemontese e trentina. Con la sua farina, ad esempio, si preparano i pizzoccheri valtellinesi e la polenta saracena dell’Alta Val Tanaro;
  • Quinoa: un altro noto pseudo-cereale è la Quinoa bianca e rossa, disponibile in fiocchi, soffiata, in grani, sotto forma di farina o di gallette. Tra tutti i cereali e pseudo-cereali senza glutine, la Quinoa è quella più completa a livello nutritivo;
  • Amaranto: un ultimo pseudo-cereale è l’amaranto, utilizzabile in chicchi o per addensare salse e ripieni. Si può impiegare anche per dolci e paste soffici, facendo attenzione alla quantità di liquidi da aggiungere all’impasto dato che assorbe molto l’acqua.

Alimenti gluten free: non abbassare la guardia


Abbiamo presentato quali cereali gluten free, o pseudo-cereali, possono consumare i celiaci, ma occorre sempre fare attenzione. Quando acquistate le farine o i grani, controllate sempre sulla confezione la lista dei potenziali allergeni e l’eventuale contaminazione con glutine. Sebbene questi cereali siano naturalmente privi di glutine, le lavorazioni industriali potrebbero averli contaminati; quando c’è questa eventualità, i produttori sono obbligati a segnalarlo sulla confezione. Tale attenzione va dedicata a tutti gli alimenti che dovrebbero essere senza glutine.

Test per la celiachia: cosa bisogna fare


Il consumo esclusivo dei cereali presentati prima è consigliabile solo in caso di diagnosi di celiachia o di sensibilità al glutine non celiaca. Se presentate problemi quando ingerite pasta e farinacei, come prima cosa consultatevi con il vostro medico di base; esso potrà prescrivervi delle prime analisi del sangue volte a individuare l’eventuale attivazione degli anticorpi che reagiscono al glutine in caso di malattia celiaca. Grazie ai nuovi Livelli Essenziali di Assistenza introdotti nel 2017, può essere il medico di medicina generale o il pediatra a prescrivere questi primi test per la celiachia.

Sempre grazie ai LEA 2017, le analisi del sangue possono essere sufficienti per diagnosticare la celiachia nei bambini. Per gli adulti, invece, è ancora la biopsia duodenale l’esame che può certificare con sicurezza la presenza della malattia celiaca. Il consumo di glutine nei celiaci, infatti, porta all’atrofia dei villi intestinali e ad altre alterazioni.

In caso di diagnosi positiva, non bisogna perdersi d’animo e adottare un’alimentazione gluten free, inserendo nella dieta anche i tanti cereali senza glutine ora disponibili in commercio.

 

Fonti

http://www.sicurezzanutrizionale.org/2018/03/01/prospettive-gluten-free-marzo2018/

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