Che cosa fa l’allergologo

cosa fa l'allergologo

Lo citiamo spesso in questo blog, ma che cosa fa l’allergologo? È il medico specializzato nelle allergie. Non solo, è l’unico medico di riferimento per la diagnosi delle allergie e per il loro trattamento.

Con il proliferare di test allergici poco attendibili, è importante sottolineare che solo l’allergologo è in grado di diagnosticare le allergie ed è autorizzato a farlo. Nessun altro.

Vediamo allora chi può prescrivere le prove allergiche, in cosa consiste la visita e quando potrebbe essere il caso di consultare un allergologo.

Test allergologici: chi li può prescrivere?


Chi può prescrivere i test allergologici? La risposta non è solo l’allergologo. Infatti, grazie all’introduzione dei nuovi Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) nel 2017, il medico di medicina generale e il pediatra hanno la facoltà di poter prescrivere delle prime prove allergiche comprendenti un massimo di 8 allergeni. Si tratta di analisi del sangue, Rast Test, volte a individuare le IgE totali o specifiche, cioè gli anticorpi che si attivano quando si viene a contatto con un allergene. Ricordiamo che le allergie sono risposte anomale del sistema immunitario, che riconosce come nemiche molecole che in realtà sono innocue.

Dopo questi primi test, in base al risultato, il medico di base potrebbe indirizzarvi verso l’allergologo, il quale potrà prescrivervi ulteriori esami più specialistici sia sierologici che cutanei.

In cosa consiste la visita allergologica


Ogni medico può operare in modo diverso, ma generalmente durante la visita l’allergologo indaga innanzitutto i sintomi del paziente e, se necessario, prescrive altri test allergologici, se non sono sufficienti le prime prove allergiche prescritte dal medico di base.

L’allergologo potrebbe richiedere ulteriori esami, per escludere altre patologie, o effettuare alcuni test cutanei nel suo studio. In caso di allergia alimentare, potrebbe richiedere di escludere alcuni alimenti e di tenere un diario in cui annotare ciò che si mangia. Dopo la diagnosi potrebbe prescrivere una dieta di esclusione, l’assunzione di farmaci, l’immunoterapia attraverso vaccini appositi o altre terapie in base alla malattia allergica.

Soprattutto in alcuni casi, la diagnosi di un’allergia non è sempre un processo lineare. Una volta ottenuta la diagnosi, in base alle indicazioni dell’allergologo, potete affrontare l’allergia con i giusti strumenti che vi permettono di vivere con maggiore tranquillità.

Quando consultare un allergologo


Premettiamo che in presenza di anafilassi, occorre chiamare i soccorsi o, se meno grave, presentarsi al pronto soccorso. Invece, in caso di sintomi sospetti non gravi vi consigliamo come prima cosa di consultare il vostro medico di base che conosce la vostra storia clinica e può già prescrivervi, come spiegato prima, dei primi test allergologici. Se lo ritiene necessario, il vostro medico potrebbe dunque indirizzarvi verso l’allergologo. L’intervento di questo specialista è molto importante, ad esempio, in caso di disturbi respiratori per accertarsi che siano di origine allergica. Oppure, in presenza di allergia conclamata, le visite allergologiche sono necessarie quando i farmaci antistaminici non riescono più a contrastare i sintomi allergici. Infine, ma non certo per importanza, in presenza di asma e di disturbi che interferiscono con la vita quotidiana, l’allergologo è colui che può trovare delle soluzioni per aiutarvi a convivere con le allergie.

Fonti

https://acaai.org/allergies/allergy-treatment/when-see-allergist

https://www.humanitas.it/enciclopedia/specialisti/allergologo

http://www.allergicamente.it/allergologo/

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