Allergie e gravidanza: come comportarsi

allergie e gravidanza

Durante la gravidanza occorre fare attenzione a tante cose e le allergie sono una di queste. Anche prima del concepimento non bisogna dimenticare le malattie allergiche: se state pianificando di avere un bambino e presentate sintomi sospetti, consultatevi con il vostro medico di base che può prescrivervi, se lo ritiene necessario, dei primi test allergologici sierologici; questo è possibile grazie ai Livelli Essenziali di Assistenza promulgati nel 2017. La diagnosi permette di essere pronte a gestire le proprie allergie una volta in corso la gestazione.

Diamo, dunque, uno sguardo più approfondito al rapporto tra allergie e gravidanza, fermo restando che l’allergologo, il ginecologo e il medico di base dovrebbero essere i punti di riferimento principali durante tutto il periodo della gestazione.

La gravidanza può scatenare nuove allergie?


Salvo casi eccezionali, lo stato interessante non dovrebbe favorire l’insorgenza di nuove allergie in soggetti sani o in coloro che già ne soffrono. Le particolari condizioni della donna in quei mesi non coinvolgerebbero il sistema immunitario al punto da far insorgere nuove reazioni allergiche. In linea di massima, quindi, non ci si dovrebbe preoccupare in assenza di patologie allergiche preesistenti. Anzi, la gestazione potrebbe influire in maniera opposta.

In gravidanza migliorano o peggiorano i sintomi allergici?


Come già menzionato, la gravidanza non favorirebbe l’insorgenza di nuove allergie, anzi. Soprattutto nelle prime 12 settimane di gestazione, il sistema immunitario si calmerebbe per ridurre al minimo la possibilità di rigetto dell’embrione, perciò può capitare che i sintomi allergici si riducano. In casi come questi, dal punto di vista delle allergie, la gravidanza potrebbe portare beneficio.

L’importanza dell’allergologo


Nonostante questi lati positivi, ribadiamo che, in caso di allergia conclamata, è importante affidarsi al proprio allergologo e seguire con attenzione le terapie prescritte, che saranno eventualmente adeguate alle nuove condizioni del proprio corpo. Si consiglia di evitare il più possibile il contatto con gli allergeni e il ricorso agli antistaminici (diverse classi di farmaci sono vietate in gravidanza per l’effetto che potrebbero avere sul feto). La ricerca scientifica si occupa del rapporto tra allergie e gravidanza da molto tempo. Già nel 1978 uno studio ha valutato la sicurezza della immunoterapia per le donne incinte. La ricerca pubblicata sul Journal of Allergy and Clinical Immunology ha coinvolto 90 madri atopiche trattate con immunoterapia e l’incidenza di problemi durante la gestazione non è stata superiore alla media di quegli anni.

Essendo tante le terapie contro le allergie, in particolare quelle respiratorie e le pollinosi, il consulto con l’allergologo e il ginecologo è davvero necessario per affrontare la gravidanza riducendo al minimo i rischi.

Se è vero che, soprattutto all’inizio, i sintomi allergici potrebbero ridursi, è altrettanto vero che il corpo della donna nei mesi di gestazione vive molti cambiamenti che possono anche indurre stanchezza e affaticamento; ciò potrebbe tradursi in una maggiore difficoltà a sopportare i disturbi allergici, che andrebbero a sommarsi ai tanti altri fastidi provocabili dalla gravidanza.

La gravidanza non è una malattia, ma in caso di allergia occorre comunque raddoppiare l’attenzione verso gli alimenti che si mangiano e le attività che si svolgono. Con l’aiuto dell’allergologo e del ginecologo si può affrontare questo periodo nel miglior modo possibile.

Fonti

https://www.humanitasalute.it/prima-pagina-ed-eventi/69319-gravidanza-in-caso-di-allergia-niente-antistaminici-foto-parere-esperto/

https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0091674909001638

https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/0091674978902026

https://acaai.org/allergies/who-has-allergies-and-why/pregnancy-and-allergies

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