Scoprire di essere celiaci: intervista

essere celiaci

Oggigiorno si parla tanto di celiachia, ma com’è scoprire di essere celiaci? L’abbiamo chiesto a Manuela, una quarantaduenne celiaca e madre di due bambine, che convive con questa malattia da tanti anni.

Quando e come hai scoperto di essere celiaca?

Ho scoperto di essere celiaca nel 2004 grazie a un’amica a cui la malattia era stata diagnosticata dopo il parto. Avendo gli stessi malesseri che avevo io, mi consigliò di fare le analisi per la celiachia. Probabilmente sono celiaca fin da piccola, infatti ho avuto sempre problemi di anemia, l’addome gonfio e continui mal di pancia. Non si è mai pensato alla celiachia perché crescevo costantemente (NdR: tra i sintomi del morbo celiaco nei bambini troviamo lo scarso accrescimento).

Che cosa è successo dopo la diagnosi?

Ho iniziato a seguire una dieta priva di glutine, notando miglioramenti graduali ma costanti. Mi sentivo più energica, l’anemia era completamente scomparsa, i gonfiori e i fastidi allo stomaco si erano ridotti.

Ti capita mai di ingerire glutine per sbaglio? E cosa succede quando avviene?

Sì, purtroppo succede, ma non per mia volontà. L’alimentazione fuori casa, anche se molto migliorata, può essere ancora contaminata. Quando ingerisco glutine la reazione dipende dal grado di contaminazione. I sintomi variano dal semplice mal di testa, alla dissenteria e al vomito; sento l’intestino che rigetta tutto il glutine ingerito.

Le tue figlie sono celiache o predisposte ad esserlo?

Le mie figlie hanno il gene, sono predisposte alla celiachia ma non è detto che la sviluppino (NdR: si potrebbe trattare di celiachia potenziale). Mangiano entrambe il glutine senza problemi, ma ogni due/tre anni eseguiamo le analisi per controllare che i valori siano nella norma.

Essere celiaci oggi è difficile come lo era quando hai ricevuto la diagnosi?

Assolutamente no, c’è stato un netto miglioramento; i cibi sono più buoni e i locali gluten free sono aumentati. Certo, il pasto fuori casa è sempre un rischio, ma rispetto al passato la situazione è davvero migliorata.

Cosa consiglieresti a chi scopre di essere celiaco?

Consiglio di seguire la dieta aglutinata e capire che è a fin di bene.  Ci sono, soprattutto all’inizio, dubbi e preoccupazioni per i pasti fuori casa; ci si chiede “Oh mamma e quando andrò in vacanza?”. È tutto risolvibile, basta volerlo. Consiglio anche di non affrontare tutto insieme ma, se possibile, adottare un cambiamento alla volta: prima prendere confidenza con la nuova alimentazione tra le proprie mura di casa e poi formare le persone a noi vicine su come gestire la cucina quando ci invitano a pranzo/cena. Infine, raccomando di accertarsi, quando si mangia fuori casa, che gli interlocutori abbiano ben chiaro cosa significhi essere celiaci e che attenzione devono porre. Non parlo solo degli amici e dei familiari, ma anche dei titolari di ristoranti e alberghi.

Ringraziamo Manuela per la sua preziosa collaborazione. Lei ha scoperto di essere celiaca ormai tanti anni fa, quando la patologia non era ancora così conosciuta come oggi ed era considerata una malattia rara. Al giorno d’oggi, come confermato da Manuela, le cose sono molto cambiate e la diagnosi si è snellita. In caso di dubbio, consultatevi con il vostro medico di base, o con il pediatra, che potrà prescrivervi le prime analisi del sangue necessarie per diagnosticare la celiachia (grazie ai Livelli Essenziali di Assistenza). Ricordiamo che per confermare la presenza della malattia, gli adulti devono sottoporsi alla biopsia duodenale in grado di verificare l’eventuale atrofia dei villi intestinali.

 

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