Allergia al tarassaco e alle composite

allergia al tarassaco

Ci sono diverse piante che fanno parte della famiglia botanica delle composite e i pollini che esse spargono nell’aria hanno diversi gradi di potenziale allergenico. Abbiamo ad esempio l’allergia al tarassaco, ma anche le altre composite possono scatenare reazioni, in particolare l’artemisia e l’ambrosia.

Se presentate sintomi strani durante il periodo di fioritura di queste piante, cioè in primavera, estate e inizio autunno, non esitate a consultarvi con il vostro medico di base che potrà prescrivervi, se lo riterrà opportuno, dei primi test allergologici sierologici. Questa facoltà è stata conferita al medico di base dai Livelli Essenziali di Assistenza emanati nel 2017.

Andiamo a scoprire quali piante composite possono scatenare allergia, dedicando particolare attenzione all’allergia al tarassaco, pianta diffusissima in Italia.

Le composite più allergeniche: ambrosia e artemisia

Le composite che più possono provocare reazioni allergiche sono l’ambrosia e l’artemisia, o meglio, sono i loro pollini a scatenare allergie. Il loro periodo di pollinazione inizia già d’estate ma continua fino a ottobre, soprattutto nel caso dell’ambrosia, la quale miete molte “vittime” soprattutto nel nord Italia (in Lombardia è una delle pollinosi più diffuse). Tra i sintomi troviamo persistenti raffreddori e disturbi correlati, ma anche asma allergico nei casi più gravi.

Le composite meno allergeniche: fiori di camomilla, margherite e girasoli

Meno gravi e fastidiose risultano le allergie ai fiori di camomilla, ai girasoli e alle margherite, piante tanto amate quanto potenzialmente allergeniche per i soggetti sensibili. I pollini di girasole sono presenti in luglio, agosto e settembre, mentre i fiori di camomilla e le margherite hanno un periodo più lungo che va da aprile a ottobre. Dunque, se soffrite di queste pollinosi, dovete probabilmente convivere con i loro sintomi per diversi mesi. Anche qui troviamo soprattutto fastidi simili a un raffreddore fuori stagione e difficile da debellare.

L’allergia al tarassaco

Menzione a parte merita l’allergia al tarassaco. È vero che la pianta ha pollini con bassa allergenicità, ma questi sono largamente diffusi in Italia da marzo/aprile a ottobre. Conosciuto anche come dente di leone e soffione, tralasciando i suoi vari nomi dialettali, il tarassaco è quel fiore giallo che noi tutti vediamo nei prati, negli orti e sui bordi delle strade; insomma, sfuggire a questa pianta erbacea perenne è molto difficile.

Trattandosi di una pollinosi possiamo giustamente intendere l’allergia al tarassaco come un’allergia respiratoria e inalante, tuttavia, la letteratura scientifica mostra dei casi clinici in cui le reazioni sono state causate dall’ingestione e non dall’inalazione dei pollini. Una ricerca pubblicata sulla rivista Elsevier nel lontano 1979 racconta di un’acuta reazione allergica vissuta da tre soggetti che avevano consumato il cosiddetto polline d’api, un cibo salutare e ricostituente che le stesse api impiegano per produrre il propoli e nutrire le larve. Analizzando il prodotto, è emerso che esso conteneva pollini di tarassaco. I soggetti studiati sono risultati sensibili soprattutto ai pollini di varie composite piuttosto che agli antigeni degli insetti. La ricerca avrebbe dimostrato che alcune persone potrebbero sperimentare anafilassi ingerendo antigeni presenti in alcuni cibi dando vita a fenomeni di cross-reattività con i pollini verso i quali sono sensibili.

A prescindere dal caso specifico, vediamo come le reazioni allergiche possano verificarsi in contesti diversi da quelli a cui siamo solitamente abituati. La diagnosi ha permesso di rilevare pollinosi non scatenate, nel caso specifico, dall’inalazione di pollini ma dalla loro ingestione.

Fonti

https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/009167497990143X

https://www.studiomedicobordignon.it/index.php?option=com_content&view=article&id=302:polline-taraxacum-officinale-weber-tarassaco-dente-di-leone&catid=123:eziologia&Itemid=55

https://www.studiomedicobordignon.it/index.php?option=com_content&view=article&id=167:inalanti-chrysanthemun-leucanthemum-margherita-o-margheritone&catid=123:eziologia&Itemid=55

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