Celiachia e gravidanza: i rischi della mancata diagnosi

celiachia e gravidanza

Sì, ci sarebbe un rapporto tra celiachia e gravidanza, ma i maggiori rischi si potrebbero presentare soprattutto nelle donne in cui la malattia non è stata diagnosticata e che non seguono una dieta aglutinata. La mancata diagnosi può infatti causare diversi problemi, in particolare nelle donne in età fertile e che desiderano avere un bambino. Anche per questo motivo, in caso di sintomi sospetti, è utile intraprendere un percorso diagnostico, a qualunque età.

Andiamo allora a vedere meglio la correlazione tra celiachia, fertilità e gravidanza.

Celiachia e problemi di fertilità

Tra i sintomi della celiachia nelle donne, se non si segue una dieta aglutinata, troviamo la minore fertilità e la conseguente difficoltà a rimanere incinta. Non è stato ancora del tutto chiarito come mai le donne celiache che non seguono una dieta gluten free abbiano maggiori difficoltà ad avviare una gravidanza, ma uno studio del 2017 pubblicato su Gastroenterology, the Official Journal of the Aga Institute, ha messo in relazione il grado di fertilità delle donne celiache rispetto alla popolazione femminile generale. Ne sarebbe emerso che in più giovane età le donne con celiachia presenterebbero un grado di fertilità minore rispetto alle altre, ma questo crescerebbe con l’aumentare degli anni (a differenza di quanto accade normalmente). Tuttavia, tale aumento è diverso tra le celiache che seguono una dieta aglutinata e quelle che non la seguono: le prime, infatti, vedono crescere maggiormente il proprio grado di fertilità.

Celiachia non diagnosticata e curata: gli effetti sulla salute riproduttiva

Altre ricerche scientifiche sono state condotte sull’argomento ed esse mettono in luce le difficoltà che possono incontrare le donne celiache che non seguono una dieta gluten free, volontariamente o perché la malattia non è stata diagnosticata; ricordiamo che l’unica “cura” per la celiachia, al momento, è l’eliminazione del glutine dalla propria dieta, ma non tutte le persone celiache se la sentono di intraprendere questo percorso e può capitare che scelgano di continuare a convivere con la malattia. Le donne con celiachia non trattata avrebbero un maggior rischio di avere cicli poco regolari, cioè presentare un menarca tardivo, amenorrea e/o menopausa precoce. Inoltre, sarebbero più frequenti gli aborti nelle prime settimane di gestazione. In altri casi ancora si può verificare uno scarso accrescimento del feto e del neonato, oltre ad anemia e scarso assorbimento del ferro e dell’acido folico, quest’ultimo molto importante per la corretta formazione del feto nei primi mesi.

Come diagnosticare la celiachia

Coloro che invece hanno diagnosticato la malattia celiaca e hanno intrapreso una dieta aglutinata correrebbero molti meno rischi. Ma come si diagnostica la celiachia? Innanzitutto, in caso di sintomi particolari e continuativi dopo l’ingestione di glutine, soprattutto disturbi gastrointestinali, parlatene con il vostro medico di base. Grazie ai Livelli Essenziali di Assistenza emanati del 2017, esso potrà prescrivervi le prime analisi del sangue necessarie per la diagnosi della celiachia. Questi primi test mirano a individuare gli anticorpi coinvolti nella malattia, cioè gli Anti Transglutaminasi (tTg IgG e IgA); a volte si ricercano anche gli anticorpi Anti Gliadina (AGA) e Anti-endomisio (EMA).

In base al responso di queste prime analisi si può continuare, se necessario, la diagnosi con il gastroenterologo. Per infine avere una diagnosi ufficiale occorre sottoporsi alla biopsia duodenale che verifica se i villi intestinali siano atrofizzati, prova dell’effetto del glutine sull’organismo del celiaco.

Ora diagnosticare la celiachia è più facile, quindi non esitate a parlarne con il vostro medico di base.

Fonti

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/8677936

https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0016508505001861

https://www.karger.com/Article/Abstract/52881

http://www.celiachia.it/public/bo/upload/comunicazione/documenti/celiachia_donna.pdf

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