Perché non seguire una dieta senza glutine (se non si è celiaci)

dieta senza glutine

Al giorno d’oggi si può parlare di una “moda” della dieta senza glutine, adottata da coloro che non sono celiaci o non hanno altri problemi di salute trattabili con questo regime alimentare. I motivi che spingono i non celiaci ad eliminare il glutine dalla propria alimentazione possono essere vari, tra cui l’erronea convinzione che possa far perdere peso o che il glutine in sé faccia male.

Se non si soffre di particolari patologie o ipersensibilità, il glutine non è pericoloso per l’organismo e non è quindi necessario eliminarlo dalla propria dieta senza motivo.

Inoltre, le diete gluten-free non sono prive di rischi, quindi seguirle, senza che ci sia un reale bisogno, potrebbe essere controproducente. Vediamo insieme perché.

Rischi della dieta senza glutine

I principali rischi provocabili da una dieta senza glutine sono legati soprattutto al consumo di alimenti confezionati per celiaci. Tra questi troviamo carenze nutritive, in particolare di fibre contenute nei cereali ma anche proteine, e un maggior consumo di zuccheri semplici e grassi utilizzati per produrre gli alimenti gluten-free. Gli alimenti confezionati, soprattutto biscotti e merendine, sono in genere sconsigliati per mantenere un’alimentazione sana e questo vale ancora di più nel caso degli alimenti per celiaci. Chi non ha altre possibilità, facendo comunque attenzione a ciò che mangia, può inserire certi cibi nella propria dieta, se proprio non vuole rinunciare a certi gusti, ma chi non ne ha bisogno ad acquistare alimenti senza glutine non guadagna nulla in termini di salute.

La scienza medica stessa si sta interessando a fondo all’argomento, come dimostra uno studio presentato nel 2017 a Praga in occasione del 50° Congresso Annuale della Società Europea di Epatologia Gastroenterologica Pediatrica e Nutrizione, sottolineando il maggior rischio di obesità nei bambini celiaci a causa degli ingredienti usati nei prodotti formulati appositamente per loro.

È innegabile che la diffusione sul mercato di prodotti gluten-free abbia migliorato la vita a molti celiaci, che prima faticavano a trovare alimenti adatti a loro, ma essi non sono perfetti sotto il profilo nutrizionale, perciò ha poco senso consumarli se non costretti dalle proprie condizioni di salute e senza un parere medico.

Chi dovrebbe seguire una dieta senza glutine

Chi dovrebbe, invece, davvero seguire una dieta senza glutine? I celiaci diagnosticati ufficialmente; chi presenta sensibilità al glutine non celiaca (sebbene i rischi dell’ingestione di glutine siano minori); gli allergici al grano; coloro che hanno delle particolari patologie che beneficerebbero dell’eliminazione del glutine (ma solo su prescrizione medica).

Come vedete, solo coloro che hanno ricevuto una diagnosi seria e ufficiale dovrebbero, per evitare disturbi e “guarire”, eliminare il glutine dalla propria alimentazione, preferendo comunque, quando possibile, alimenti naturalmente senza glutine, come il riso, e non prodotti confezionati che impiegano grassi e zuccheri semplici per imitare il sapore e la consistenza dei farinacei normali.

La diagnosi ufficiale della celiachia

Ma come avviene ora la diagnosi della celiachia? Innanzitutto, nel corso degli anni l’iter diagnostico si è notevolmente semplificato, al punto che il morbo celiaco è ora considerato una malattia cronica e non più rara. In secondo luogo, il primo step della diagnosi è possibile farlo grazie a una prescrizione del proprio medico di base o del pediatra. Essi, infatti, possono prescrivere le prime analisi del sangue che vanno alla ricerca degli anticorpi che si attivano nei soggetti celiaci (test delle transglutaminasi). In base ai risultati di queste analisi, nel caso si tratti di bambini, la diagnosi potrebbe non richiedere ulteriori accertamenti, grazie alle novità introdotte nel 2017 dai nuovi Livelli Essenziali di Assistenza.

Gli adulti, invece, per ottenere una diagnosi ufficiale devono ancora sottoporsi alla biopsia duodenale che verifica l’eventuale atrofia dei villi intestinali, causata proprio dall’ingestione di glutine. Per sottoporsi a questo esame specialistico occorre non eliminare il glutine dalla propria dieta almeno per 6 settimane prima, altrimenti i risultati potrebbero dimostrarsi falsamente negativi.

Se dalla diagnosi non risultate celiaci non è detto che il glutine o i farinacei non vi creino effettivamente problemi, potreste avere una sensibilità al glutine non celiaca o un’allergia al grano, da diagnosticare comunque con appositi esami e controlli medici. In ogni caso, la decisione di eliminare il glutine dalla propria dieta andrebbe presa sotto consiglio medico e per fondate motivazioni.

Fonti

https://www.my-personaltrainer.it/dieta/dieta-senza-glutine.html

http://www.freesenzaglutine.it/news/dieta-senza-glutine-fai-da-te-i-rischi-e-i-miti-da-sfatare/

http://www.espghancongress.org/fileadmin/user_upload/Gluten_Free_Products_Press_Release_-_APPROVED.pdf

https://www.bmj.com/content/357/bmj.j1892

https://www.cambridge.org/core/journals/british-journal-of-nutrition/article/how-healthy-is-a-glutenfree-diet/DE9A4889269A4288E36376510075A0BC

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