Dermatophagoides farinae e pteronyssinus: i re degli acari

dermatophagoides farinae

Sono due gli acari maggiormente presenti nella polvere (70-90%) e soprattutto nei materassi (90%): si tratta del Dermatophagoides farinae e del pteronyssinus. Sono dunque loro le due specie a cui fare più attenzione. Se anche i loro nomi potrebbero non dirvi molto, per chi si occupa di allergie  o per chi soffre di allergia agli acari della polvere essi potrebbero essere definiti i “re degli acari”, vista la loro predominanza.

Andiamo a vedere dove si nascondono questi animaletti e come ridurne la presenza, mossa fondamentale se si è allergici ad essi.

Dove si trovano gli acari

Gli acari sono soprattutto nelle abitazioni, in particolare si annidano in materassi, cuscini, tessili e imbottiture. Tuttavia, non mancano nemmeno in uffici e ambienti lavorativi, perciò gli allergici dovrebbero prestare attenzione anche al proprio luogo di lavoro. Ovviamente è più facile tenere sotto controllo la loro proliferazione a casa, ma anche in ufficio, per esempio, si possono adottare degli accorgimenti per ridurre al minimo l’esposizione a questi allergeni: eliminazione di imbottiture, utilizzo di tessuti antiacaro e accurata pulizia degli ambienti.

Combattere gli acari Dermatophagoides farinae

Abbiamo accennato ai più semplici e principali rimedi contro gli acari, argomento a cui si dedica anche la ricerca scientifica. Un esempio è rappresentato da uno studio pubblicato nel 1999 sul Journal of Allergy and Clinical Immunology. Il lavoro è dedicato ai metodi per ridurre la concentrazione dell’acaro Dermatophagoides farinae attraverso interventi sui livelli di umidità in casa. Per tenere a bada la proliferazione degli acari, lo studio raccomanda di mantenere un tasso di umidità interna al di sotto del 50%, ma si domanda al contempo se i picchi che possono presentarsi in alcuni momenti della giornata, ad esempio mentre si cucina o si fa la doccia in bagno, possano interferire sulla minore concentrazione.

Dagli esperimenti condotti sarebbe emerso che se il tasso di umidità supera il 50% per 2/8 ore al giorno, ma la media resta inferiore, la proliferazione degli acari dovrebbe ridursi comunque. In particolare, lo studio indica di mantenere un livello inferiore al 35% per 22 ore se nel resto del tempo si supera un tasso del 75/85%. Per gli allergici agli acari, dunque, potrebbe essere consigliato tenere in casa un misuratore di umidità, spesso compreso nei più moderni termometri elettronici per ambienti.

La ricerca, comunque, precisa che il livello di umidità interna è solo uno dei fattori da tenere in considerazione per combattere il Dermatophagoides farinae e gli altri acari.

Prove allergiche

Come sapere se siete allergici agli acari e in particolare al Dermatophagoides farinae o al pteronyssinus? L’unica via è la diagnosi attraverso test allergologici ufficiali. Se presentate particolari disturbi respiratori, soprattutto a partire dall’autunno, rivolgetevi al vostro medico di base o al pediatra i quali possono prescrivervi, grazie ai LEA 2017, delle prime prove allergiche. Gli esami che possono essere prescritti sono delle semplici analisi del sangue, dette Rast Test, che possono riguardare fino a un massimo di 8 allergeni inalanti (o alimentari), tra cui i principali acari. 

In base al responso di questi esami potete concordare con il vostro medico l’eventuale visita specialistica.

Fonti

https://www.karger.com/Article/Abstract/234137

https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0091674995700358

https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/0021870768901287

https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/009167499390062K

https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0091674999702988

https://www.anallergo.it/it/pazienti/allergeni/acari/dermatofagoide-farinae.html

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