Ipotesi dell’igiene: cosa dice

ipotesi dell'igiene

Se ne sta parlando molto ultimamente: ci riferiamo alla cosiddetta “ipotesi dell’igiene”, ma cosa sarebbe? Diverse ricerche scientifiche ipotizzano che l’aumento delle allergie nella popolazione sia in parte dovuto a un eccesso di igiene, quindi a una minor esposizione dei bambini a germi e batteri che potrebbero “insegnare” al sistema immunitario ad attivarsi nel modo corretto.

Vediamo meglio cosa dice questa teoria e come mai le allergie sarebbero in aumento (non sarebbe solo colpa dell’igiene).

L’ipotesi dell’igiene, in breve

Iniziano ad essere davvero numerose le ricerche sull’argomento. Ad esempio, sul New England Journal of Medicine è stata condotta una rassegna sui diversi studi riguardanti lo sviluppo di asma e manifestazioni atopiche. Dai soggetti analizzati sarebbe emerso che i bambini cresciuti in aree rurali svilupperebbero questi disturbi con meno frequenza rispetto agli altri perché vivrebbero a contatto con un maggior numero di microbi. A conclusioni simili sarebbe arrivato un altro studio pubblicato sulla rivista Science: i bambini di città, che vivono in un ambiente più asettico, potrebbero sviluppare allergie più facilmente rispetto ai bambini di campagna.

Dunque, il sistema immunitario, venendo a contatto con pochi microbi, batteri e germi durante l’infanzia, farebbe fatica a riconoscere quali elementi sono davvero pericolosi per l’organismo, perciò si attiverebbe anche in presenza di agenti innocui.

In altre parole, secondo l’ipotesi dell’igiene, una moderata esposizione a germi e batteri potrebbe limitare lo sviluppo di allergie stimolando in modo corretto il sistema immunitario. Tuttavia, non ci sono prove certe a riguardo e la letteratura scientifica ha messo spesso in discussione questa teoria.

Allergie in aumento

Sembrerebbe comunque assodato che le allergie sarebbero in aumento, ma come mai? I motivi sono tanti, tra cui l’inquinamento e altri fattori ambientali, questi per altro tipici degli ambienti cittadini e non di quelli rurali. Per quanto riguarda le pollinosi, ad esempio, i cambiamenti climatici starebbero allungando il periodo di pollinazione delle piante, perciò i soggetti allergici sarebbero esposti maggiormente ai pollini, vedendo acuirsi e prolungarsi i propri sintomi. Inoltre, si stanno diffondendo specie diverse di arbusti prima non presenti nei nostri territori, che fanno aumentare la circolazione di pollini potenzialmente allergenici.

Non dobbiamo però dimenticare che le allergie risulterebbero in aumento anche “grazie” alla maggiore diffusione delle diagnosi.

Test allergologici: l’importanza della diagnosi

A proposito di diagnosi, come si diagnosticano le allergie? Occorre sottoporsi ad appositi test che, grazie ai Livelli Essenziali di Assistenza aggiornati nel 2017, possono essere prescritti anche dal medico di famiglia. Si tratta, in particolare del Rast Test, un esame del sangue che va alla ricerca degli anticorpi IgE che si attivano in caso di allergia. Potete ottenere la prescrizione delle prime analis è sufficiente rivolgersi al medico di famiglia o al pediatra.

Dai risultati, molto probabilmente si inizierà a capire se soffrite di una malattia allergica o se si tratta di un altro fastidio

Fonti

https://science.sciencemag.org/content/349/6252/1106

https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa1007302

http://www.fondazioneperlascienza.ch/news/perche-sporcarsi-un-po-aiuta-il-sistema-immunitario/560ad1b190aee

https://www.corriere.it/salute/malattie_infettive/17_febbraio_16/quando-troppa-igiene-fa-male-non-solo-bambini-f17232b2-f45c-11e6-9cca-0c3deaabbf55.shtml

https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/articoli/pediatria/allergie-pediatriche-sporco-e-batteri-proteggono

https://science.sciencemag.org/content/296/5567/490

https://www.nature.com/articles/nri35095579?draft=collection

https://onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1111/j.1365-2249.2010.04139.x

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC1765943/

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