Favismo: da non confondere con una reazione allergica

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Se ne sente parlare spesso, ma sappiamo davvero cos’è il favismo? Si tratta di una condizione ereditaria che provoca sintomi che potrebbero sembrare una reazione allergica, ma sono causati in realtà dalla carenza di glucosio-6-fosfato deidrogenasi. Non siamo in presenza, quindi, di un’allergia alle fave. Il sistema immunitario non è coinvolto in questo particolare disturbo.

Carenza di G6PD e favismo

La carenza dell’enzima G6PD, cioè il glucosio-6-fosfato deidrogenasi, è collegata al favismo, cioè una manifestazione clinica che si presenta con una crisi emolitica (distruzione dei globuli rossi) causata dall’ingestione di fave. In modo simile a quanto farebbe un allergia, i sintomi del favismo sono causati dall’ingestione di questo particolare alimento. Ma, appunto, non siamo di fronte ad un’allergia.

Come riporta il Corriere della Sera, si stima che nel mondo ci siano almeno 500 milioni di persone con enzimopenia G6PD, cioè carenti di questo enzima, ma ciò non significa che tutti questi soffrano di favismo, in quanto la carenza enzimatica si può presentare anche in assenza di problemi con il consumo di fave. Chi presenta questa anomalia genetica, cioè l’enzimopenia G6PD, solitamente non manifesta disturbi, se non ingerendo fave. Tra l’altro la coltivazione e consumo di fave sono assenti in diverse località del mondo, perciò la distribuzione del favismo risulta piuttosto territoriale. In Italia, ad esempio, le fave sono un alimento ampiamente consumato perciò qui si registrano diversi casi di favismo.

Sintomi del favismo

I principali sintomi causati dal favismo e dalla conseguente crisi emolitica sono:

  • pallore;
  • febbre;
  • vertigini;
  • brividi;
  • ipotensione;
  • dolori addominali;
  • urine scure;
  • ittero.

Sebbene alcuni disturbi possano essere all’apparenza confusi con una reazione allergica severa, come un caso grave di anafilassi, i sintomi del favismo sono diversi da quelli provocati dalle allergie che non causano variazione nel colore delle urine e ittero, ad esempio.

Alla luce della pericolosità di questo disturbo, una ricerca pubblicata su un bollettino dell’Organizzazione Mondiale della Sanità già nel lontano 1973 si domandava se fosse possibile impiegare le fave come alimento per svezzare i bambini in Medio Oriente e Nord Africa, data la sua economicità. Questo legume risulterebbe avere diversi gradi di tossicità in base al modo in cui viene consumato, ma ribadiamo che può creare problemi di favismo solo in presenza di carenza di G6PD. Lo svezzamento è comunque un aspetto delicato e sarebbe consigliabile affidarvi al vostro pediatra per decidere se introdurre o meno le fave nell’alimentazione dei vostri bambini.

Come si diagnosticano le vere allergie

Assodato che il favismo non è una reazione allergica, come si diagnosticano le allergie? Innanzitutto, i primi test allergologici possono essere prescritti dal medico di base o dal pediatra. Grazie ai LEA del 2017, cioè i nuovi Livelli Essenziali di Assistenza, le analisi del sangue Rast Test possono essere prescritte non solo dallo specialista ma anche dal medico di medicina generale. Dunque, l’iter diagnostico delle allergie può essere avviato con una semplice prescrizione del vostro medico. In base al risultato di queste prime prove allergiche, potete continuare la diagnosi con un allergologo a pagamento, in accordo e su indicazione del vostro medico di famiglia. L’esclusione di allergie, o la loro conferma, può essere d’aiuto nell’individuazione delle cause dei propri di disturbi.

Fonti

https://www.corriere.it/salute/pediatria/cards/favismo-quell-allergia-letale-fave/carenza-g6pd-fave-chi-pericolo.shtml

https://www.my-personaltrainer.it/benessere/favismo.html

http://www.favisme.ch/it/crisi-emolitica/

https://www.aafp.org/afp/2005/1001/p1277.html

https://www.cabdirect.org/cabdirect/abstract/19411402565

https://science.sciencemag.org/content/179/4073/532

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2481045/

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