Quali pollini provocano più allergie

quali pollini provocano più allergie

Esistono tante pollinosi diverse e per fortuna ogni soggetto allergico è sensibile solo ad alcune piante (i più fortunati una sola, altri di più). Ma quali pollini provocano più allergie? Alcune piante scatenano reazioni allergiche con maggiore frequenza soprattutto a causa della loro diffusione in determinate aree.

Ricordiamo che per sapere se e quali pollini ci provocano allergie è necessario sottoporsi a test allergologici seri e affidabili, come le analisi sierologiche Rast Test o gli esami cutanei Prick Test. Le prime, cioè le analisi del sangue, possono essere prescritte anche dal medico di medicina generale e dal pediatra di libera scelta, grazia all’aggiornamento dei LEA, i Livelli Essenziali di Assistenza, avvenuto nel 2017. Senza dover necessariamente rivolgervi subito a un allergologo a pagamento, potete iniziare l’iter diagnostico grazie a una semplice prescrizione del vostro medico di base. Parlatene pure con lui per avere tutte le informazioni sulle procedure da seguire.

Detto questo, vediamo quali sono i pollini più “pericolosi” nel nostro territorio.

Allergia alle graminacee

Iniziamo con una forma allergica piuttosto equamente in tutta Europa, l’allergia alle graminacee. Una ricerca del 2007 pubblicata sulla rivista Allergy, e dedicata proprio alle pollinosi europee, sottolinea la sua ampia diffusione in tutto il continente, sebbene non tutti i territori siano colpiti allo stesso modo. Ad esempio, nell’Europa centrale, orientale e del nord il periodo di pollinazione di queste piante è compreso tra maggio e luglio, mentre nell’area del Mediterraneo, dove si trova l’Italia, la stagione dei pollini di graminacee inizia e finisce indicativamente un mese prima. Inoltre, nei territori marittimi la pollinazione si presenta generalmente due o tre settimane prima rispetto alle aree montane.

Allergia alla parietaria

Da marzo a ottobre in Italia sono largamente presenti, e mietono diverse “vittime”, i pollini della parietaria, una pianta perenne che cresce in particolare sui muri e i terreni aridi. I suoi fiori sono in grado di gettare i pollini ad ampie distanze anche in assenza di vento, caratteristica che rende questa pianta piuttosto fastidiosa per gli allergici. Nelle regioni del sud Italia la parietaria può scatenare reazioni nei soggetti allergici anche durante tutto il corso dell’anno, sebbene siano la primavera e l’estate le due stagioni più fastidiose per chi soffre di questa pollinosi. In queste aree cresce la varietà P. judaica, mentre nel nord Italia è più diffusa la P. officinalis

Pollini degli alberi nell’area del Mediterraneo

Rimanendo sempre nel nostro bel paese i pollini che più scatenano allergie sono quelli degli ulivi e dei cipressi, largamente diffusi nelle nostre campagne e nelle nostre città. Il cipresso vive il periodo di pollinazione e fioritura già in inverno, spargendo i suoi pollini nell’aria a partire da febbraio e marzo; si può parlare in questo caso di un’allergia invernale al polline.

Tutta mediterranea è l’allergia agli ulivi, piante tipiche italiane e dei territori che si affacciano, appunto, sul mar Mediterraneo. Il periodo di pollinazione varia da regione a regione. A sud si va, indicativamente, da aprile a giugno, mentre a nord si arriva a luglio inoltrato.

In conclusione, vale la pena menzionare anche i pollini della betulla, arbusto presente soprattutto nei boschi delle Alpi e degli Appennini e nel nord Italia, la cui diffusione è sempre più ampia negli ultimi anni.

Fonti

https://www.eaaci.org/attachments/663_Allergenic%20pollen%20and%20pollen%20allergy%20in%20Europe.pdf

https://www.ucb.com/_up/_up/tuioa_com/images/PollenAllergy-DAmato-simplified-V2-070910_PP.pdf

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