Allergia al faggio: quando sono in circolazione i suoi pollini

allergia al faggioDesigned by evening_tao / Freepik

Bella la primavera ma non così tanto per gli allergici ai pollini. Tra le tante pollinosi troviamo l’allergia al faggio, una malattia allergica primaverile abbastanza diffusa in Italia e all’estero, nonostante ogni pianta di faggio produca generalmente una scarsa quantità di polline. Solo ogni 3-8 anni circa si manifesta una concentrazione di polline più massiccia.

Andiamo dunque a conoscere meglio questa pollinosi e vediamo se gli allergici al faggio debbano porre attenzione ai pollini anche di altre piante.

Periodo di fioritura del faggio

Questi alberi spargono i propri pollini soprattutto ad aprile e maggio, perciò abbiamo a che fare con un’allergia prettamente primaverile. La primavera porta con sé un aumento delle temperature e un miglioramento del clima, in vista dell’estate, ma insieme a tutte queste cose piacevoli porta anche pollini e relative allergie respiratorie.

I faggi crescono soprattutto in zone collinari e prealpine. In Italia abbiamo una buona presenza di questi arbusti sebbene questa pollinosi non sia tra le più diffuse. 

Sintomi dell’allergia al faggio

I principali sintomi dell’allergia ai pollini del faggio sono quelli tipici delle pollinosi: 

  • starnuti;
  • naso che cola;
  • irritazione agli occhi;
  • congestione nasale;
  • prurito alla gola.

Per quanto fastidiosi, in assenza di altre allergie, questi disturbi si concentrano solo in primavera, periodo che può essere anche molto duro per gli allergici. In caso di allergia, fate sempre riferimento al vostro allergologo e al vostro medico di base per sapere quali precauzioni prendere per ridurre il più possibile i disturbi.   

La quercia e le altre Fagacee

Nella famiglia delle Fagacee si trovano altri arbusti che abitano i nostri territori, come le querce e i castagni. In particolare gli allergici ai pollini della quercia possono presentare cross-reattività con i pollini del faggio. Le due piante presentano allergeni molto simili perciò gli allergici a una potrebbero essere sensibili anche all’altra. Una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Clinical & Experimental Allergy nel 2008 ha studiato un’altra cross-reattività dell’allergia al faggio. Dallo studio sono emersi casi di cross-reattività con gli allergeni della betulla nota per provocare frequentemente reazioni allergiche. Dunque, abbiamo fenomeni di cross-reattività non solo con alberi della famiglia delle Fagacee ma anche con altre varietà di arbusti.

Per capire se e a quali pollini si è allergici la via da seguire è quella dei test allergologici ufficiali, da eseguire in ospedale e presso laboratori analisi autorizzati.

Se in primavera presentate sintomi simili a un raffreddore persistente, consultatevi con il vostro medico di base (o con il pediatra nel caso siano i vostri figli a presentare problemi). Se lo riterrà necessario esso potrà prescrivervi dei primi test allergologici, consistenti in semplici analisi del sangue che hanno lo scopo di intercettare gli anticorpi, le Immunoglobine E, che si attivano in presenza di elementi che il sistema immunitario riconosce come allergeni. Stiamo parlando dei RAST Test, degli esami poco invasivi. La facoltà di prescrivere queste analisi è stata perfezionata nel 2017 con l’emanazione dei nuovi Livelli Essenziali di Assistenza, grazie ai quali non è più necessario ricorrere subito allo specialista a pagamento per ottenere la prescrizione dei primi test allergologici. 

Fonti

https://onlinelibrary.wiley.com/doi/abs/10.1111/j.1365-2222.2008.03092.x

https://www.pollenundallergie.ch/info-sui-pollini-e-allergie/informazione-sui-pollini/piante-allergeniche/faggio-fagus/?oid=1850&lang=it

https://www.thermofisher.com/diagnostic-education/patient/it/it/allergy-resources/allergens/beech-tree.html

https://www.annallergy.org/article/S1081-1206(12)00943-X/fulltext

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